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I negozi di arredamento

News

Muji è in continua evoluzione 27-02-10
Muji è in continua evoluzione

Dopo solo cinque anni, Muji decide di rinnovare il suo primo negozio italiano, aperto nel 2005 in corso Buenos Aires a Milano

Una scelta decisa, forte e dinamica, che sottolinea la continua evoluzione del marchio ed il rapido adeguarsi dei suoi negozi che in questo modo ne rafforzano e ne sostengono il mutamento. 

Punti vendita differenti, che si confrontano con la città, le peculiarità culturali che trovano, l’edificio in cui si situano, ma che sono comunque riconducibili ad una unica filosofia che contraddistingue Muji: la semplificazione del disegno, la riduzione di ogni gesto superfluo, decoro ed eccesso, puntando alla sintesi di forma e gesto

Ne segue inoltre una sensibilità alla sostenibilità del prodotto: un’attenzione rivolta alla selezione delle materie utilizzate, una volontà di ridurre le distanze di produzione di queste ultime e una semplificazione del processo produttivo. 

Da qui la scelta di materiali naturali che rendono l’ambiente più accogliente, superfici opache che riflettono la luce in modo più morbido, colori chiari che rendono l’ambiente rilassante e luminoso. 

Tutti i materiali utilizzati nella realizzazione del negozio sono stati trattati con prodotti atossici, per le pareti sono state inoltre utilizzate vernici foto catalitiche. L’impianto di illuminazione è a basso consumo energetico; ogni passaggio del processo produttivo degli arredi è stato controllato con cura nel rispetto dell’ambiente. 

L’immagine del nuovo punto vendita in corso Buenos Aires si allinea alla nuova immagine Muji nel mondo: scaffali di vetro per la parte di cartoleria e cosmetica, pareti in metallo per la zona fashion, legno di rovere per la zona casa. Molta attenzione è stata dedicata alla luce, sia diffusa che diretta, utilizzata come indicazione nei light box, fonte di illuminazione  di diversi prodotti nei retro cassa.

All’interno del nuovo store, aperto al pubblico sette giorni su sette, i veri protagonisti saranno i prodotti Muji. Sarà ricreato un vero e proprio layout domestico attraverso delle “stanze ideali” in cui abbigliamento, prodotti audio, articoli casalinghi e cancelleria affiancheranno l’ormai sempre più completa collezione arredamento di MUJI. 

Della ristrutturazione, Miho TakagiDirettore Generale di Muji Italia - afferma: “Ogni nuovo negozio per Muji è un progetto che si basa sul tentativo di sottrarre il più possibile all’involucro, il contenitore deve scomparire per lasciare spazio al contenuto, rispecchiando il packaging dei prodotti Muji che è ridotto all’essenziale. L’immagine che resta più forte è la capacità di costruire il negozio con i prodotti, metterli in mostra senza esibirli, suggerirli senza ostentarli.”

Informazioni utili:

Dal 31/01 al 10/02 – chiusura totale 

Dal 11/02 al 18/03 – saranno in funzione prima solo il primo piano e poi solo il pianoterra.

Il 19/03 – Riapertura dello Store

Negozi Italia

Milano, Corso Buenos Aires 36, Tel. 02 74281169

Milano, Via Torino 51, Tel. 02 809441

Torino, Via Garibaldi 3, Tel. 011 5627259

Roma, Via Del Tritone,199-200, Tel. 06 69922053

Vendita online su su www.muji.eu 
http://www.muji.eu

Il progetto di comarketing 5 vetrine 19-02-10
Il progetto di comarketing 5 vetrine

Una scelta coraggiosa in un mercato oggi ristagnante e tendenzialmente immobile quella di Marco Burchielli, che si pone come coordinatore commerciale dell’iniziativa 5 Vetrine, un’esperienza di co-marketing che coinvolge quattro aziende del settore arredo - Brianform, Fast, Pacini e Cappellini, Weave.?


Com’è nata questa idea così innovativa? Risponde alla domanda Marco Burchielli, ideatore e responsabile dell’operazione.?“Innanzitutto, è importante precisare come a monte di tale progetto ci sia una reale esigenza per i punti vendita di affrontare al meglio i propri acquisti. Contando quindi su una valida squadra di agenti, è stato realizzato uno studio attento ed approfondito sulla possibilità di far convivere una serie di proposte, verificando la compatibilità tra diversi marchi, in uno stesso spazio espositivo, al fine di sfruttare al massimo tutte le possibili comuni sinergie. Ogni prodotto, dunque ogni marchio, potrà trarre beneficio dall’operazione perché darà forza all’altro.  Le quattro aziende partecipanti, pur realizzando elementi o complementi d’arredo tra loro diversi per tipologia e per materiali, hanno come denominatore comune una forte propensione alla personalizzazione, all’artigianalità e sartorialità. ?Il reale obiettivo dell’iniziativa è quello di incrementare i profitti del punto vendita e soprattutto delle aziende partecipanti e dare una maggiore visibilità a queste realtà che vogliono imporsi sul mercato, senza trascurare un valore aggiunto, reale e percepito, che è la qualità al giusto prezzo. Ogni vetrina rappresenterà un ambiente, suggerendo l’idea di una possibile interpretazione di uno spazio domestico, ovviamente personalizzabile e trasformabile a piacere".

http://www.paciniecappellini.it

Giovani architetti dalla Germania 01-09-09
Giovani architetti dalla Germania
Rapporti internazionali.
Giovani architetti dalla Germania 29.11. - 31.12.2008

Mostra curata da Romana Schneider

orario di apertura: 10.00 - 18.00 (chiuso lunedì)

Centro Culturale San Gaetano - Via Altinate, 71 - Padova

(Graft, New Orleans) (Plasma Studio, Madrid)

Rapporti internazionali. Giovani architetti dalla Germania
Dalla "casa tenda" a Santiago del Cile al quartiere di New Orleans promosso da Brad Pitt, a Padova una mostra itinerante dedicata ai migliori progetti realizzati all'estero.

Sarà il nuovo Centro Culturale San Gaetano di Padova ad ospitare la mostra itinerante Rapporti internazionali. Giovani architetti dalla Germania, dal 29 novembre al 31 dicembre 2008.

Una mostra dell'Institut für Auslandsbeziehungen e. V. (ifa), Stoccarda
in collaborazione con la Bundesarchitektenkammer e. V. (BAK), Berlino
Media Partner: Deutsche Welle DW-TV

Il Comune di Padova presenta con la collaborazione del Gruppo fischer, dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova e dell'Istituto di Cultura Italo-Tedesco un'esposizione di quattordici progetti di giovani architetti dalla Germania, realizzati all'estero prevalentemente dal 2004. I progetti in mostra vengono presentati con l'ausilio di modellini, foto, piante e sequenze filmate.

Gli esempi selezionati nell'ambito dell'edilizia, dell'interior design, della progettazione urbana e dell'architettura del paesaggio raccontano una generazione di "giovani architetti" under 45 anni. Da decenni ormai è sempre più difficile costruire in Germania prima dei quarant'anni e gli architetti qui presentati sono riusciti a eludere questa regola, lavorando all'estero.

Lo studio Graft Architekten si dedica alla ricostruzione di un quartiere di New Orleans gravemente danneggiato dall'uragano Katrina. Il complesso di 150 case unifamiliari ecosostenibili nasce nell'ambito di Make It Right un'organizzazione non profit promossa nel 2006 dall'attore americano Brad Pitt in collaborazione con lo studio di architetti Graft.

A questi ultimi premeva mettere in evidenza, non tanto la loro casa low cost, quanto piuttosto il confronto con la cultura del luogo e la dignità degli abitanti che vivono con un reddito basso, che sono stati abbandonati dalla politica, e che, grazie al coinvolgimento in un lungo processo partecipativo, potranno tornare nella loro terra.

Gli architetti di Planwerk/Plan&Werk promuovono nella regione della Transilvania, in Romania, progetti urbanistici con lo scopo di attuare una vasta strategia di risanamento delle aree urbane in degrado per renderle nuovamente vivibili.

Nella Kunsthaus Zug mobil, in Svizzera, si va anche qui oltre il compito architettonico. Il container, trasformato dal Rheinfügel per portare l'arte al pubblico interessato, fa parte di un progetto a più stadi che prevede l'ampliamento della Kunsthaus Zug e che viene impiegato in diversi luoghi come spazio espositivo itinerante.

Lo studio di Meuser Architekten ha dovuto invece confrontarsi con un compito, che lasciava poco adito a libertà artistiche. In un edificio già esistente nella capitale kazaka Astana, dovevano trovare posto tre ambasciate europee. La scelta di questo progetto si spiega con l'abilità degli architetti, nell'essere riusciti a creare, nonostante i ridotti rapporti spaziali, le rispettive identità nazionali.

Gli architetti di Plasma Studio hanno affrontato nell'Hotel Puerta América a Madrid la situazione opposta. Senza limiti di budget e in assoluta libertà espressiva, hanno avuto la possibilità di trasformare un intero piano dell'hotel. Il gruppo ha messo radicalmente in discussione la tipologia del corridoio dando un contributo innovativo all'interior design. Il loro progetto si oppone alla monotonia delle tipiche strutture alberghiere, creando da un complesso involucro geometrico un continuum spaziale sinuoso, che consente confini fluidi e genera una nuova percezione dello spazio.

La progettazione spaziale può, tuttavia, dare anche risultati sorprendenti con mezzi semplici. È il caso della riconversione di un vecchio magazzino del cotone a Manchester eseguito dallo studio Mueller Kneer Associates. L'obiettivo proposto è stato quello di creare un centro di attrazione gastronomica nel Cotton House. Attraverso una struttura inserita dentro l'edificio, come una "casa nella casa", gli architetti hanno creato diversi ambienti e spazi fluidi. La leggerezza dell'arredo fisso costituisce un interessante contrasto con l'architettura industriale, che rimane intatta nel suo monumentale carattere.

In un'estesa area industriale desolata, in parte abbandonata e in rovina, lo studio Ian Shaw Architekten ha voluto letteralmente imprimere un segno di efficienza industriale con la costruzione della sede centrale statunitense dell'azienda di macchine industriali Herkules, situata alla periferia di Pittsburgh. Il principio dello stabilimento di vetro con la sua struttura ben definita caratterizzata da travi d'acciaio a vista, traduce congenialmente in architettura la corporate identity dell'azienda.

Il Ferry Porsche Congress Center, nato dalla stretta collaborazione degli studi di architetti GS-Architekten e Perler und Scheurer Architekten, si inserisce come edifico architettonico principale nella topografia urbana di Zell am See, in Austria. Il progetto si adegua perfettamente all'ambiente circostante e dialoga abilmente con i livelli delle due strade. Due cubi si intersecano reciprocamente e formano spazi ben proporzionati, che si collegano in modo ingegnoso alla città.

L'ampliamento delle scuole cantonali Rychenberg e Im Lee eseguito da Haberland Architekten a Winterthur, in Svizzera, è anch'esso la dimostrazione di come giovani architetti, provenienti dalla Germania, riescano a realizzare tramite un concorso, un progetto fuori dal loro paese. Il nuovo edificio scolastico è stato costruito su un terreno topograficamente difficile e stretto, in ottemperanza dei criteri standard minergie. Gli architetti sono stati abili ad integrare la complessa impiantistica senza ledere il purismo della costruzione architettonica.

Altrettanto seducente per il suo chiaro linguaggio formale è la Lauder Business School di Vienna, realizzata dallo studio Kuehn Malvezzi, in cui il vecchio e il nuovo si coniugano perfettamente. Il nuovo padiglione riunisce gli edifici esistenti creando un armonico campus. Un forte elemento di coesione è il legno utilizzato sia all'interno degli edifici d'epoca ristrutturati sia all'interno del nuovo edificio.


La luce gioca un ruolo determinante nella casa residenziale AvSJJF situata su una piccola striscia di terreno ad Amsterdam e edificata dallo studio di architetti MIR. La forma della costruzione ricorda sia la tradizionale architettura dei grachten (canali) sia l'orgoglioso prestigio esibito nelle torri gentilizie di San Gimignano. Allo stesso tempo gli architetti riescono a far dialogare in modo convincente l'aspetto introverso con l'aspetto estroverso, lo spazio pubblico con quello privato.


Diversamente, la Casa Peng a Taichung, in Taiwan, progettata dagli architetti dello studio Behet Bondzio Lin riesce a isolarsi dal vicinato su un piccolo lotto e in un contesto urbano estremamente compresso. La straordinaria percezione dello spazio nella casa è data dall'interessante susseguirsi di spazi alti e bassi, aperti e chiusi, da un concatenamento spaziale di diversi ambienti abitativi e dalla sofisticata illuminazione.


La Wall House a Santiago del Cile dello studio FAR Frohn&Rojas rappresenta la situazione opposta. Su una superficie di oltre 5000 metri quadrati è sorto un vero e proprio progetto a basso costo, che annulla la divisione classica tra spazio interno e spazio esterno. La casa si compone di quattro livelli differenti, nelle quali si sviluppano gli ambienti luminosi, e si caratterizza da un'estetica a forma di tenda. Una membrana di tessuto, utilizzata nelle serre, la ricopre come una pelle esterna e funge da filtro solare.


Nell'ambito dell'architettura del paesaggio, lo studio Levin Monsigny ha realizzato a Hangzhou, in Cina un parco e dei giardini per il Museo della Cultura Liangzhu, edificato da David Chipperfield. Da una parte gli architetti paesaggisti si rifanno alla cultura neolitica cinese, arricchendo il genius loci attraverso finti scavi e reperti archeologici, dall'altra lasciano interagire la forma ben definita dei giardini e l'eleganza riservata del parco in modo armonico con l'architettura severa del museo.

Per maggiori informazioni:
daniela.delvesco@fischeritalia.it

www.fischeritalia.it


Ufficio Stampa e P.R. - Gagliardi & Partners
Tel. 049/657311 E-mail gagliardi@gagliardi-partners.ithttp://www.fischeritalia.it

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